Che tristezza la commedia.
Si recita, si ammette la recita, si dimentica che sia una recita, si rimane impigliati.
Tonni all’amo delle dinamiche autonome della mente e del cuore.
Sopravvalutare il proprio equilibrio in nome di una presunta maturità in realtà mai raggiunta,
se continua a perpetrasi nelle solite commedie, incurante della possibilità di viaggiare altrove.
E la possibilità di scelta va a farsi fottere?
Ci vuol coraggio a render meravigliosa la propria vita.
