Olimpiadi o non Olimpiadi? Nel dubbio…alleniamoci!

 History Channel manda in onda ormai da un mese un servizio intitolato “LE OLIMPIADI DROGATE”, da quelle del 1936, sotto il regime del Furher, agli anni ‘80. Sarà un caso?

Gli atleti italiani fanno a gara a confessare (vedi il ciclista Riccò), a sputtanare un collega (vedi Cassarà con il fiorettista Baldini), a piangere sul latte versato (vedi la ciclista Bastianelli, preoccupata più per la linea che per la legalità) riguardo al DOPING…questo conosciutissimo, ma a quanto pare poco evitato, alleato dello sport professionale.

Italiani compresi, la lista dei professionisti esclusi da Pechino 2008 comprende in totale, ad oggi, 42 ATLETI di varie nazionalità e di varie discipline. Ecco l’elenco completo che ho ricostruito cercando le varie notizie su giornali e internet:

 

- 17 giugno: Grecia dimezzata a Pechino nel sollevamento pesi, dopo che la Federazione internazionale sospende per due anni 11

atleti trovati positivi nel corso di alcuni test a sorpresa svolti ad aprile. Il numero dei partecipanti greci viene ridotto da otto a quattro.
 
 

 

- 27 giugno: 1

dei dorsisti di punta della squadra di nuoto cinese, Ouyang Kunpeng, viene squalificato a vita dalla sua federazione dopo essere risultato positivo a un test antidoping eseguito il primo maggio.
 
 

 

- 27 giugno: 11

atleti bulgari della Nazionale di sollevamento pesi vengono trovati positivi a un controllo antidoping. Nessuno di loro andrà ai Giochi, visto che la Bulgaria decide di ritirare l’intera squadra dei pesi.

 
 
 

 

- 2 luglio: la Cina squalifica a vita 1 lottatore Luo Meng, trovato positivo a uno steroide, il clenbuterolo.

 

- 8 luglio: il Comitato olimpico romeno esclude dalla squadra olimpica 1

mezzofondista Liliana Popescu, positiva alla prima analisi di un controllo antidoping il 29 maggio ad Algeri.
 
 

 

- 11 luglio: 1

velocista greco Dimitrios Regas annuncia di essere risultato positivo a uno steroide, il metiltrionelone, nel corso di un controllo al quale è stato sottoposto ai Campionati ellenici.
 
 

 

- 17 luglio: l’agenzia antidoping francese annuncia che Riccardo Riccò (1

) è risultato positivo all’Epo di ultima generazione, durante un controllo nella quarta tappa, la crono di Cholet, dell’8 luglio. Il ct Ballerini lo cancella dalla squadra per Pechino, al suo posto Vincenzo Nibali.
 
 

 

- 24 luglio: 1

nuotatrice statunitense Jessica Hardy, già qualificata a Pechino nei 50 sl, risulta positiva a una sostanza stimolante che non viene resa nota.

 
 
 

 

- 25 luglio : 1 sprinter americano Justin Gatlin (campione del mondo dei 100 e 200 metri nel 2005) inizia a scontare la sanzione a lui conferita il 6 giugno precedente, che prevede la sospensione per 4 anni dall’attività agonistica per uso di sostanze dopanti.

 

- 28 luglio: 1

campionessa del mondo di ciclismo su strada, Marta Bastianelli, viene trovata positiva a un farmaco dimagrante, durante un controllo effettuato dall’Uci il 5 luglio, a Verbania, località che ospita gli Europei Under 23. L’atleta, che vive a Lariano (Roma), sviene dopo avere appreso la notizia della positività: nel suo sangue vengono rilevate tracce di Benfluorex.
 
 

 

- 29 luglio: niente Olimpiadi per Julien Dunkley. 1

sprinter non farà parte della Nazionale giamaicana degli sprinter dopo essere stato trovato positivo ai Trials.
 
 

 

- 31 luglio: 2 atlete romene, Elena Antoci e Cristina Vasiloiu, vengono cancellate dalla lista olimpica del proprio Paese per un sospetto uso di sostanze dopanti, dopo che è stata rilevata un’eccessiva concentrazione di emoglobina nel sangue.

 

- 31 luglio : 6 atlete russe, tra le quali Yelena Sebolova, vengono sospese dalla Iaaf per manipolazione dei campioni in occasione di un controllo

 

- 1 agosto: 1 altro positivo all’antidoping nella squadra azzurra per i Giochi: è il fiorettista Andrea Baldini, uno dei principali favoriti per la conquista del podio olimpico. Nelle sue urine vengono rilevate tracce di furosemide, una sostanza diuretica.

 

- 5 agosto : Altri 2 casi di doping nell’atletica russa. Vladimir Kanaikin e Valeri Borchin, candidati a medaglie rispettivamente nei 50 e 20 km di marcia alle Olimpiadi di Pechino, sono risultati positivi a un controllo antidoping ed esclusi dalla nazionale per i Giochi.

 

…e c’è ancora chi ha il coraggio di affermare che non boicottare le olimpiadi cinesi è un atto di estremo rispetto per una disciplina, quella sportiva, che ha, di base, alti valori, quali la competizione leale, lo spirito di gruppo, l’onore dei vincitori, il rispetti dei perdenti, ecc…ecc…

 

Già la motivazione politica basterebbe (eccome se basta, cari “Si è sempre fatto, anche sotto il regime nazista, non vedo perchè oggi non si debba partecipare alle olimpiadi in uno stato non democratico.“) di per sè a vomitare sui miliardi spesi per l’organizzazione di un evento che tutto celebra, tranne che lo sport.

 

Ma se proprio non vogliamo addentrarci nel discorso politico, o etico-morale, non bastano anche queste notizie esclusivamente “sportive” a dissilludervi? Ad aprirvi gli occhi su una realtà che tutto è tranne che “rose e fiori”?

 

Non va affatto nulla bene. Non c’è il sereno sulle nostre teste. E di base mancano anche prospettive future allettanti.

 

Non vi basta ancora?

 

Rallegratevi allora con questa notizia:

 

“LA TECHNOGYM, NOTA AZIENDA ITALIANA PRESIEDUTA DAL ROMAGNOLO NERIO ALESSANDRI, CI FA ONORE IN CINA, ESPORTANDO IL MADE IN ITALY.

 

 

Nerio Alessandri, fondatore e presidente di Technogym, da mesi sta facendo la spola tra la sua Romagna e Pechino. La sua è l’unica azienda “non cinese” scelta come fornitrice ufficiale di attrezzature sportive per i Giochi Olimpici.
Possiamo definirla il porta-bandiera dell’industria italiana in Cina?
«I Giochi Olimpici rappresentano un’opportunità unica per promuovere il Wellness come uno stile di vita e comunicare ad un numero crescente di persone l’importanza di un esercizio fisico regolare. Diciamo che abbiamo vinto la nostra medaglia».
Insomma, si candida a promuovere il made in Italy.
«A Pechino siamo presenti con circa 1000 attrezzi fra cardio e forza, 10 centri di allenamento incluso il principale del Villaggio Olimpico e una mega palestra per i 20.000 giornalisti previsti all’evento. Se il governo me lo chiedesse risponderei presente. Sarebbe un onore rappresentare il mio Paese e i prodotti italiani in giro per il mondo. Sono romagnolo e italiano».
Le Olimpiadi sono un’opportunità unica per la promozione del fitness.
«Alcuni anni fa, la popolazione cinese si allenava a piedi o in bicicletta per miglia, le automobili non erano un fenomeno di massa. La rapida diffusione della tecnologia e dell’automazione che la Cina ha vissuto in questi ultimi 4-5 anni ha portato la società ad uno stile di vita meno attivo».
Cosa si aspetta in termini di business?
«Negli Stati Uniti circa il 18% della popolazione frequenta un Fitness Club, in Europa questa percentuale scende al 10% circa e in Cina appena allo 0,6%. Un miliardo e 300 milioni di abitanti e solo 800 palestre: un numero nettamente inferiore alle strutture presenti in Lombardia».
Quindi?
«In 5 anni possiamo aspettarci che oltre 60 milioni di persone decidano di accedere alle palestre e serviranno circa 40.000 nuovi clubs».
Restiamo sui numeri. Recentemente la holding di Tecnogym ha ceduto il 40% al fondo britannico di private equity Candover per 400 milioni di euro.
«Vogliamo crescere, strutturarci finanziariamente e poi quotarci in Borsa tra 4 anni. L’azienda deve diventare una public company con un valore culturale e sociale».
E lei cosa vuol fare da grande?
«Non voglio trovarmi a 70 anni ancora aggrappato all’azienda, come accade in Italia. Mi piacerebbe rivestire un ruolo sociale. Technogym è un patrimonio italiano, vorrei darle autonomia e credo che una maggiore cura fisica contribuirebbe ad abbassare la spesa sanitaria nazionale».
È per questa corsa che si allena 3 volte al giorno?
(ride) «Il wellness è il vero stile di vita italiano. Speriamo che i cinesi ci copino così metteremo in forma tutto il mondo a cominciare da Bush».
Che c’entra Bush?
«Opss. Vabbè, ormai l’ho detto. Eccole una notizia in anteprima».
Bush sarà un vostro testimonial?
«Ci stiamo lavorando. Intanto nella sua suite dell’hotel di Pechino abbiamo allestito una innovativa palestra. Fatta su misura per il presidente degli Stati Uniti. Attrezzi all’avanguardia, tapis roulant di ultima generazione con materiali super tecnologici e tv al plasma».

(Dal TEMPO di stamane.)

Ho sottolineato in grassetto i periodi che mi han fatta rabbrividire.

Potrei battuteggiare per ore su questo articolo, ma non so perché non mi riesce proprio di sorridere e far

sarcasmo.

Non so perchè notizie come queste mi gelano l’entusiasmo per un’occasione ghiotta da prendere al volo per far satira a gogò.

Non so perché, notizie come queste si commentano da sole.

  

E chissà se questi operai cinesi saranno contenti di aver a disposizione, in un prossimo futuro, una palestra attrezzatissima, per scaricare lo stress e mantenersi in una forma fisica perfetta.

 

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