Ma che bontà, ma che bontà…ma che cos’è questa robina qua!

 

Io : “Buongiorno!”

La Mamma : “Buongiorno Sig.ra. Possiamo dare un’occhiata?”

Io : “Certo, prego.”

 

La Mamma : “Senta, scusi, stavamo cercando un regalo per una ragazza.”

Io : “Mi dica pure. Per un compleanno?”

La Mamma : “Si, compie 26 anni. Solo che abbiamo dato un’occhiata, ma brancoliamo nel buio. Sa, è una tipa un po’ strana. Poco modaiola. Molto solitaria. Ama leggere, scrivere e viaggiare. Non sappiamo proprio cosa potrebbe piacerle.”

Io : “C’è un articolo che riunisce queste 3 passioni. E’ però un articolo di nicchia. Si tratta del City-Notebook della Moleskine. Venga, le faccio vedere.”

Io : “Ecco qui. Le Moleskine sono taccuini che riproducono i leggendari taccuini degli artisti ed intellettuali europei degli ultimi due secoli. La loro caratteristica è la copertina rigida nera e l’elastico. Ovviamente i taccuini originali erano semplicemente in fogli di carta bianca. Oggi queste riproduzioni hanno ampliato la gamma, cercando di accontentare un pubblico più vasto. Arrivano addirittura a fare dei taccuini pentagrammati per gli amanti della musica. E questi City Notebook sono nati dall’esigenza che hanno tutti i viaggiatori per passione di appuntare i luoghi visitati, i posti più caratteristici, gli angoli scovati e non conosciuti da nessuno. Apra pure.”

Aprono un taccuino a testa, e sfogliano le varie sezioni.

IO : “Come vedete ogni Notebook è dedicato ad una città famosa nel mondo, e contiene, oltre alle pagine bianche dove appuntare quel che si vuole, una mini-guida della città stessa, con key-map riassuntiva, una mappa metropolitana, l’indice delle stazioni, nonché cartine di zona ingrandite con indice delle strade, ma anche pagine staccabili per appunti volanti o scambiare messaggi, e via dicendo.”

LA FIGLIA : “So che va spesso a Londra, potrebbe essere un’idea carina.”

LA MAMMA : “Dici? Mi sembra un regalo più da uomo. Non so. Questa copertina nera…mi sa di funebre. Non li ha colorati?”

IO : “No, Signora. E’ la loro caratteristica principale. L’anno scorso hanno proposto i taccuini semplici in versione vernice laccata o nera o rossa, ma non hanno avuto molto successo, proprio perché gli amatori delle Moleskine apprezzano questa caratteristica di sobrietà esterna. Guardi, noi come ********** abbiamo anche preparato questi opuscoli informativi, in cui viene spiegata e illustrata la storia di questi leggendari taccuini.”

Le porgo un opuscolo.

Non lo apre, guardando solo la copertina esterna.

LA MAMMA : “Non so. Non mi convince. Ho paura che non li conosca. Qualcos’altro che richiami le sue passioni?”

IO : “Venga. La *** Boutique produce cartoleria pregiata, per gli amatori della carta fatta a mano, dei pennini ad inchiostro, delle ceralacche. Come vede abbiamo diversi articoli. Si spazia dalla carta da lettera, bianca e  intonsa o colorata e disegnata a mano…”

…sorpassiamo l’espositore delle carte da lettere…

“…ai pennini di ogni foggia e colore: da quelli semplici in legno chiaro con punta semplice, a confezioni più grandi, con corpo anche in metallo e diverse punte da calligrafia, a quelli con il corpo di piuma sintetica, bianca o colorata…”

…giriamo verso l’espositore degli inchiostri…

“…ci sono anche gli inchiostri profumati, che piacciono moltissimo.”

LA MAMMA : “Ah, sì?”

IO : “Sì, Signora. Non facciamo in tempo a riordinarli.”

…sorpassiamo anche la zona inchiostri…

“…e per finire abbiamo i timbri per ceralacca. Timbri con iniziali, con disegni per diversi occasioni, con i numeri, e ceralacche di vari colori.”

LA FIGLIA : “C’è l’imbarazzo della scelta. Ma i prezzi?”

IO : “Ovviamente ce la caviamo anche con un investimento base di 10 €, che bastano per un pennino semplice con un foglio di carta a mano, o per un set di 2 inchiostri profumati, fino ad arrivare all’importo che si desidera.”

LA FIGLIA : “Uhm…Mi sembra un po’ troppo poco per 10 €. In fondo queste cose si trovano ormai ovunque, anche nei supermercati. Non vorrei fare brutta figura.”

IO : “Hoibò…ma gli articoli che vi propongo hanno una loro confezione particolare, con tanto di certificato di garanzia MADE IN ITALY, e Marchio di Fabbrica. Non verrebbero semplicemente confezionati solo con la nostra  carta-regalo. E comunque, ciò che vede qui esposto, non lo trova sicuramente in una grande distribuzione, dove invece troverà imitazioni per la scuola, e le differenze fra questi tipi di articoli sono davvero molte.”

LA FIGLIA : “Non so…Non volevo spendere più di 15 €, e con questo prezzo ci esce ben poca cosa di questo tipo.”

LA MAMMA : “Oddio. Ogni volta che c’è da fare un regalo, ci si sbatte in questa maniera. Non mi piace per nulla scegliere regali.”

IO : “Ma no. La scelta di un regalo per qualcuno dovrebbe essere un momento di svago, dove far confluire le passioni della persona omaggiata con il nostro gusto personale. Un regalo, in fondo, deve raccontare anche un po’ di noi stessi. Altrimenti resta freddo, e la poca cura nello scegliere, poi, in un modo o in un altro vien notata da chi lo riceve. Soprattutto non serve spender tantissimo, se anche un oggetto piccolino è ricercato nelle intenzioni di chi compra.”

Mi guardano estraniate. Avrò detto qualcosa che suona loro come ingannatorio. Magari pensano che sia una tiritera ad hoc per vendere. E quindi non mi danno importanza.

LA MAMMA : “Segnalibri ne hai?”

E’ passata al TU. E’ un TU di rivendicazione. Te mi consigli solo, ma sono io che scelgo.

IO : “Sì, venga. Non ne abbiamo moltissimi. Abbiamo scelto due case. Una di produzione artigianale spagnola, che realizza questi splendidi segnalibri in metallo, lucido o satinato in 3 tonalità di colore, intagliati con il laser a mano, come vede di varie forme. Molto contemporanee. Carini questi riproducenti codici a barre, ad esempio, oppure questi spiralati. Tutti comunque in color argento, bronzo o dorato, lucido o satinato.”

LA FIGLIA : “Belli!”

IO : “ L’altra casa invece è italiana. Fiorentina. E realizza questi segnalibri più classici in pelle, con pendaglio in raso. Anche qui ci sono diverse forme e colori. Ed anche diverse grandezze. E se siete indecise sul gusto, sono abbastanza classiche da riuscire ad accontentare qualsiasi lettore.”

LA MAMMA : “Sono belli. Ma vedo che saliamo di prezzo. Sia con l’una che con l’altra casa superiamo i 20 €.”

IO : “Eh, sì. Si tratta tutto di artigianato.”

Silenzio.

LA MAMMA : “Girare in mezzo a queste cose mi ha fatto già annoiare. Se cambiassimo genere?”

Dal TU, è passata direttamente ad ignorarmi.

LA FIGLIA : “In che senso?”

LA MAMMA : “Non lo so. Ci sono tante cose qui. Possiamo fare un’altra giratina? Tanto ho visto entrando che eri indaffarata, non ti disturbiamo, vero?”

IO : “Certo che no. Se avete bisogno di qualche spiegazione, sono a disposizione.”

LA MAMMA : “Grazie.”

Mi dirigo dietro il bancone, sbrigando le solite mansioni a mo’ di ”disbrigo indaffarato del cartaceo”, che fa tanto “finta indifferenza”,

 giusta cornice ad un libero shopping senza fiato sul collo.

Pochi minuti dopo.

LA MAMMA :  “Scusami, avremmo scelto. Abbiamo anche seguito il tuo suggerimento, di comprare qualcosa che piaccia anche a noi.”

Incredibile. Mi sta dando il contentino. Mi tiene in pugno.

IO : “Bene. Mi dica.”

LA MAMMA : “Prenderemmo il portacellulare di Hello Kitty in vetrina.”

LA FIGLIA : “Quello bianco con la sagoma di Kitty realizzata in pajettes. Carinissimo. Io ce l’ho rosa.”

IO : “Quello da 18 €.”

LA MAMMA : “Sì.”

IO : “Bene. Ve lo prendo in magazzino. Confezionato.”

…il gioco delle parti.

Arricciando l’ultimo nastro sulla confezione regalo, sorrido sorniona.

Penso alla ventiseienne strana, solitaria, che ama leggere, scrivere e viaggiare quando aprirà questo pacchetto.

Penso al mio piccolo e personale fallimento: non ho venduto io. Hello Kitty si vende da sé.

E’ una specie di DOGMA, una RELIGIONE. D’altra parte ho appena assistito al miracolo del passaggio dal REGALO PER (la ragazza cui è destinato)

al REGALO DI (Hello Kitty, che fa sempre la sua porca figura).

Penso a mamma e figlia che uscendo di qui archivieranno quel che è successo come normale amministrazione,

e dalle loro menti non ne scaturirà alcuna riflessione, già proiettate verso la nuova avventura giornaliera.

Padrone del loro mondo, anche nel mio mondo.

Penso a mio marito che si è opposto con tutte le sue forze all’acquisto della linea Hello Kitty.

Penso che uscirò a prendermi un caffè.

Amen.

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