EVVIVA L’AMORE.

Sabato 14 Febbraio SAN VALENTINO

 

“Buonasera.”

“Buonasera Signora.”

“Senta, palloncini con le scritte delle canzoni?”

“Dunque Signora, abbiamo i biglietti di auguri personalizzati con le scritte delle canzoni, e sono nella vetrina dove ci sono anche i palloncini personalizzati, ma non con le scritte delle canzoni.”

“No no. Mio figlio mi ha precisato un palloncino da 5,50 euro, con la scritta A TE CHE SEI, ecc..di Jovanotti.”

“Signora, guardi, le faccio vedere.”

“Vede? Abbiamo i biglietti di auguri fatti a mano da noi con diverse scritte di canzoni, tra cui quella di Jovanotti che diceva lei…e costano 5,90.”

…silenzio…

“Poi abbiamo i palloncini piccoli già stampati, non personalizzabili, da 5,00 €…”

…silenzio…

“Ed infine i maxi cuori in 3 colori con le scritte personalizzabili, per i quali però accettavamo ordini fino a ieri, in quanto occorre un po’ di tempo per realizzarli, e comunque costano € 29,90.”

“Strano. Mio figlio è stato preciso. Ora andava anche a lavoro, non so come contattarlo.”

“Signora, si fidi, se cercava proprio la canzone di Jovanotti, è il biglietto d’auguri. Anche il costo che si ricordava lui si avvicina a quello del biglietto.”

“No no. Parlava di palloncini.”

“Forse intendeva la vetrina dove sono i palloncini.”

“No no parlava di palloncini a € 5,50”.

“Signora, il costo dei palloncini è di 5,00 questi stampati, 29,90 i cuori maxi personalizzabili, 2,50 i cuori in latex normali, 1,50 i cuori in latex piccoli. Non ci sono palloncini da 5,50.”

“Li avrà terminati.”

“Signora…le assicuro di no. Glielo direi tranquillamente.”

…silenzio…

“Se vuole, e non ha fretta, potrei accettare un’ordinazione extra per il cuore maxi e personalizzarlo con la scritta che vuole, per stasera, all’ora di chiusura…ma le ripeto che il costo è di 29,90.”

“Provo a chiamare mio marito, guardo se mio figlio è ancora con lui.”

“Giorgio, Luca è ancora con te?”…”Passamelo un attimo.”…”Luca, guarda che i palloncini con le canzoni qua non ci sono. Ci sono i biglietti fatti a mano con le canzoni.”…”Di palloncini c’è solo quello maxi personalizzabile, ma costa 29,90.”…”La Signora del negozio insiste che non li ha mai avuti.”…”Che ti devo dire. Comunque il biglietto è piccolo…cioè è il formato di un biglietto auguri normale, anche se decorato a mano. Ma non fa scena.”…”E ho capito che lei aveva visto la canzone, ma se non c’è non c’è!”…”Senti, fai più figura con un palloncino stampato normale.”…”Allora? Veloce, o sì o no, mica posso stare qua 3 ore.” …”Nooo, la canzone non c’è. C’è solo nel biglietto. Ma a me non piace.”…”Avrai capito male, magari ti ha detto la vetrina dove sono i biglietti con le canzoni e voleva un palloncino.”…”Senti io il biglietto non te lo prendo perché non mi piace. Ti prendo un palloncino normale da 5,00 euro, poi ti arrangi.”

 

“Signora, mi dia il palloncino normale con la scritta I LOVE YOU, e va bene così.”

“Va bene Signora, come vuole.”

“Capirà…mi sta pure antipatica la ragazza di mio figlio…basta e avanza.”

 

…silenzio…

Firulì Firulà

Con Dido che mi flauta nell’I-Pod, mi aggiro per casa in pigiama, in pausa dal lavoro decorativo per il negozio. Può sembrar strano che in casa usi l’I-Pod, come un’adolescente che vuole isolarsi da quel mondo che le sembra così estraneo. Eppure è così. E’ un rifugio. Dai rumori di quella quotidianità altrui che non mi appartiene. Dagli urli di una madre repressa che si permette di dare dello “stupido” al figliolo di 6 anni. Dall’abbaiare di un cagnetto domestico, recluso in 3 metriquadri di mono-giardino-ben-rasato-e-organizzato, come vuole la moda edilizia degli ultimi 20 anni, circa. Dallo sciacquìo di un wc accuratamente e quotidianamente igienizzato da mani esperte di casalinghe perfette. Dal rumore rutilante del cantiere a 50 metri dalla nostra porta di ingresso.

 

Muri di cartapesta che umiliano la dignità umana, pagati migliaia di euro. Bah.

 

Ma sì…meglio una schitarrata alla John Butler.

 

E poi pasta e piselli, nella migliore tradizione abruzzese. Con le pipe.

Certo ci vorrebbero i profumati pomodori San Marzano di quelle parti, magari già pelati…mmm, che ricordi gustosi e profumatissimi. Ma mi arrangio con una passata rustica. Si fa quel che si può.

 

Incredibile! Nonostante l’I-Pod acceso, riesco a sentire la Naila cantare. E’ la vicina lato nord-ovest. Moglie di Jimmy, o meglio di Abel, che ha voluto occidentalizzarsi il nome in Jimmy. Son tunisini. Hanno più o meno la mia età. Ma doppia prole in più. Incredibile come in uno stabile di 10 villette comunicanti, le uniche persone veramente civili sono questi due extracomunitari, alla faccia di almeno altre 6 famiglie italianissime e ignorantissime che creano problemi di ogni tipo a scadenze regolari. Sono discreti, educati, sempre con il sorriso sulle labbra, disponibili nei momenti di bisogno, rispettosi delle libertà altrui. Puntuali nei pagamenti, aperti quel tanto che basta per capire che un po’ di soldi investiti in migliorìe allo stabile oggi, sono problemi in meno domani. Pulitissimi al punto che la Naila lava gli autobloccanti del suo ingressino con la candeggina!

E poi Jimmy è un artista, il che me lo fa sentire vicino. O meglio, è un muratore, piccolo imprenditore (è un capetto di una decina di tunisini grandi lavoratori), perfettamente inseritosi nel mondo lavorativo della zona, che ha in più un tocco artistico in ogni cosa che realizza. Non so se mi spiego…di quegli artigiani che ti danno il tocco finale all’opera, e che consegnadotela bella e finita, puliscono anche tutto! Incredibile! Alzi la mano se esiste ancora un muratore italiano così preciso!

Naila invece canta. Il che me la rende simpaticissima. Canta canzoni arabe, con quella litanìa e quella cadenza propria di quella lingua. Che i primi tempi mi immobilizzavano decine di minuti all’ascolto incantato di una gioia straniera. Mentre ora mi fanno semplicemente sorridere. All’inizio pensavo addirittura fossero preghiere. Poi ho capito che ha 30 anni come me e come me una passione sfrenata per i suoi idoli musicali.

Certo…un difetto la Naila ce l’ha. Canta tanto quanto soffrigge. Soffrigge di tutto nelle ore canoniche di pranzo e cena. Ho paura soffrigga anche i mobili! E questo vuol dire un puzzo di cipolla che se non tieni le finestre chiuse ti entra nei pori della pelle, che sembri uscita or ora dal Mc Donald!

Ma un sorriso alla vita val bene un po’ d’olio soffritto, che dite? Che poi, a pensarci bene, son 4, i sorrisi: quello di Naila, di Jimmy, e quello dei loro 2 maschietti. Sti’ due pargoli di 4 e 7 anni che non fai in tempo a scender di macchina, che ti hanno già sparato un “Ciao!!!” allegro, nascosti tra le siepi del loro micro-giardinetto che comunica col nostro posto-auto.

 

Troppo perfetto per esser vero?

Non me lo chiedo. Mi limito a viverlo. E quasi quasi chiedo a Naila di insegnarmi l’arabo, il francese, e di perfezionarmi l’inglese…che sarò pure più “acculturata” di lei, ma intanto LEI parla benissimo 3 lingue, oltre la sua ed ha viaggiato per mezza Europa, molto più di me.

 

Cosa potrei mai darle in cambio io?