BABEL

Un film di Alejandro Gonzalez Inarritu. Con Brad Pitt, Cate Blanchett, Gael García Bernal, Kôji Yakusho, Adriana Barraza, Rinko Kikuchi, Michael Peña. Genere Drammatico,Produzione USA 2006.

 

Riflettendo sulla globalizzazione…abbiamo tutti i mezzi per comunicare, eppure non comunichiamo affatto, men che meno con chi ci vive accanto. Ed i meccanismi della globalizzazione si insinuano quasi come una beffa in questo mondo che tanto ci distanzia, quanto ci unisce nei moti dell’umano sentore.

Il mondo…una grande Babele*.

(* la torre di BABELE : http://it.wikipedia.org/wiki/Torre_di_Babele ) 

Premio Oscar 2007 alla colonna sonora originale id Gustavo Santaolalla, David Donatello 2007 come miglior film straniero, Golden Globe 2007 come miglior film drammatico, Festival di Cannes 2006 ocme miglior regia; varie nominations.

 

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IL MORANDINI LO RECENSISCE COSI’:

Un ricco turista giapponese regala un fucile (ed è un Winchester, con chiaro riferimento al film di A. Mann) alla sua guida marocchina che lo vende al suo vicino i cui figli lo prendono di nascosto per giocare a sparare e colpiscono per errore una turista americana che passa su un autobus. Una piccola catena di fatti e coincidenze che dà il via alla grande catena di fatti e coincidenze che – avanti e indietro nel tempo – si incastrano ognuno al suo posto fino a comporre il film del 42enne A.G. Iñárritu, messicano di nascita, americano di cittadinanza. B. Pitt e C. Blanchett sono una coppia che tenta di ricostruire un rapporto in crisi con una vacanza in Marocco. Ritardano di un giorno il rientro e avvisano la tata messicana alla quale hanno lasciato i figli in California. Ma lei vuole andare al matrimonio del suo unico figlio e li porta con sé a Tijuana, in Messico, e poi, per un malinteso alla frontiera, li perde nel deserto. Intanto a Tokyo una ragazzina sordomuta tenta di superare il trauma del suicidio della madre seducendo il poliziotto che sta dando la caccia a suo padre che è il giapponese che regalò il fucile che ferì C. Blanchett. Scritto – come i precedenti Amores-perros e 21 grammi e non dissimile nella costruzione a incastro – dal romanziere Guillermo Arriaga, è un magnifico e dolente affresco, in giro per il mondo (3 continenti e 3 atmosfere assai diverse splendidamente fotografati da Rodrigo Prieto), sulla solitudine e sui confini – geografici, culturali e psicologici – che la generano; sulla cognizione del dolore; sul destino dell’uomo e sulla difficoltà della comunicazione (cui fa riferimento il titolo biblico); sui sentimenti che possono unire o dividere. Gli attori assecondano il progetto. Spicca B. Pitt, devastato da sensi di colpa che gli fanno ritrovare sé stesso e l’amore per la moglie. Premio alla regia a Cannes 2006 e Oscar alla colonna sonora.

 

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