TRAFFIC

 

Un film di Steven Soderbergh. Con Amy Irving, Michael Douglas, Tomas Milian, Dennis Quaid, Benicio Del Toro, Catherine Zeta-Jones, Don Cheadle, Benjamin Bratt, James Brolin, Erika Christensen, Luis Guzmán. Genere Drammatico, Produzione USA, Germania 2000.

 

Grande cast per un film di denuncia a vicende incrociate, dove spicca l’instabile equilibrio fra dimensione pubblica e privata. Cinismo che lascia a tratti stupefatti, in quanto il pubblico viene letteralmente, e d’un botto, investito da fatti realistici che spesso non si ha voglia di affrontare. Un film che sfiora solamente il pericolo del pellicolone con la MORALE finale, in quanto il messaggio arriva, invece, chiaro e durissimo: il commercio e l’uso di DROGA sono “affari” pubblici e privati, per la cui distruzione sono necessarie sinergie probabilmente impossibili da realizzare.

 

N.B. un Benicio Del Toro che….uuuu….se “fa sangue”! ehehehehehehehehe

 

7 premi totali : 4 OSCAR 2000 (come miglior regia a Soderbergh, miglior sceneggiatura non originale a Stephen Gaghan, migliore attore non protagonista a Benicio Del Toro, miglior montaggio a Stephne Mirrione); 1 ORSO D’ORO al Festival di Berlino 2001 (come miglior attore, sempre a Benicio Del Toro); 2 GOLDEN GLOBES 2001 (come miglior attore non protagonista, sempre a Benicio e come miglior sceneggiatura, a Gaghan).

Diverse nominations.

 

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IL MORANDINI LO RECENSISCE COSI’:

Tre storie sul narcotraffico s’intrecciano tra USA e Messico, in un thriller filmato in cadenze di “docu-drama”: a Washington un giudice, nuovo zar dell’antidroga, scopre di avere una figlia tossicodipendente; in California due onesti poliziotti della DEA fanno arrestare un insospettabile imprenditore, boss spietato del commercio illegale, subito sostituito dalla moglie; in Messico due agenti locali si destreggiano in una lotta all’ultimo sangue tra “cartelli” rivali. Scritto sapientemente da Stephen Gaghan sulla base della miniserie britannica Traffik (1989) di Simon Moore. Al di là delle apprezzabili qualità narrative e tecniche, in un concitato equilibrio tra dimensione pubblica e privata, tra esplosioni di violenza e rari lampi di luce, è un’amara riflessione su una guerra dove la posta in gioco, la droga pesante, “è un elemento interno al potere” (Roberto Escobar), frutto di una corsa accanita alla ricchezza in cui il cinismo mascherato da buona causa si nutre di continue infrazioni delle regole anche da parte di chi quelle regole dovrebbe tutelarle. 4 Oscar: regia, attore non protagonista (B. Del Toro), sceneggiatura non originale (G. Gaghan) e montaggio.

 

 

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