city

 

ALESSANDRO BARICCO

Sì, lo so cosa si dice di Baricco ultimamente.

Sì, lo so che SETA, ma anche NOVECENTO, sono considerate le sue opere migliori.

Ci han fatto anche dei film.

Sì lo so, insomma, che Baricco è innominabile.

Che sta sulle palle a molti, perchè TROPPO conosciuto. Al pari di un De Carlo o di un OZPETECK nel cinema.

“Ogni loro opera troppo uguale a quella precedente”.

SO TUTTO.

Ma…

…CITY è una nuvola solitaria nel cielo ormai senza limiti di Baricco.

Un libro che continuo ad amare perchè impostato con quella sfacciataggine di chi ti sta raccontando qualcosa, ma non ha la pretesa di insegnarti nulla: ti sta solo ricordando che quello che ti dice fa parte di quel mondo che solo tu non vuoi vedere. E lo fa con una scrittura sciolta e all’apparenza naturale, che ha pochi pari.

E poi…la TEORIA DELLA VERANDA, come la chiamo io. Troppo lunga da riportarla per intero, ma affascinante. “…essendo incline, l’uomo, ad amare i luoghi che sembrano incarnare la popria precarietà, il proprio essere creatura allo scoperto e di confine…Gli uomini infatti HANNO case, ma SONO verande…esattamente questa appare la dislocazione destinale dell’uomo:essere di fronte al mondo, con alle spalle se stesso…”  e continua per altre due pagine…

E poi…Shatzy Shell è uno dei miei nickname storici. Come non essere affezionata a lei?

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“Il vero problema lui ce l’ha dentro, e gli altri non c’entrano niente. Il vero problema è il talento. Il talento è come una cellula impazzita, cresciuta in modo ipertrofico e senza necessità. E’ come se ti costruissero una pista da bowling dentro casa… Il talento è distruttivo, è oggetivamente distruttivo, quello che accade attorno non conta. Lavora là dentro, e distrugge. Bisogna essere molto forti per salvare qualcosa….Lei se la immagina una pista da bowling giusto in mezzo alla casa di un ragazzino talentuoso? Anche solo il rumore che fa, tutti i santi giorni, sempre quel fracasso, e la certezza che un silenzio, un silenzio vero, te lo puoi scordare. Case senza silenzio.”

“Tutte quelle storie sulla tua strada. Trovare la tua strada. Andare per la tua strada. Magari invece siamo fatti per vivere in una piazza, o in un giardino pubblico, fermi lì, a far passare la vita, magari siamo un crocicchio, il mondo ha bisogno che stiamo fermi, sarebbe un disastro se solo ce ne andassimo, a un certo punto, per la nostra strada, quale strada?, sono gli altri le strade, io sono una piazza, non porto in nessun posto, io SONO un posto.”

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