L’insostenibile leggerezza dell’essere

MILAN KUNDERA

 

“Tutti noi consideriamo impensabile che l’amore della nostra vita possa essere qualcosa di leggero, qualcosa che non ha peso; riteniamo che il nostro amore sia qualcosa che doveva necessariamente essere, che senza di esso la nostra vita non sarebbe stata la nostra vita.

_______________________________________________________________________________________________

Continuo ad amarlo negli anni perchè sintetizza in maniera mirabile e con una tecnica narrativa piacevole perchè inconsueta, tutte le condizioni dell’umano amore sentimentale. Quello di coppia. Non c’è scampo nelle relazioni. O si è Thomas, o Sabina, o Tereza, o Frank. Anche se in mille sfumatore diverse. La sostanza è questa.

E l’autore pare obiettivo sulla loro valutazione, anche se nel finale,a parer mio, da la sua sentenza.

E poi la riflessione filosofica che inevitabilmente accompagna questa ricerca del sè. Questa LEGGEREZZA DELL’ESSERE che è INSOSTENIBILE per chi vive di pesantezza. Cos’è? Come sopravvive al piattume di un mondo gretto, peso. Come si riconosce? Come si esplica? Esiste?

Narrativa con picchi filosofici. Uno dei mie preferiti, indubbiamente. Letteratura immortale.

Pubblica un Commento

Devi esseree collegato per postare un commento.